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Progetto
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Lunedì 18 Gennaio 2010 11:42 |
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Il Testo del Protocollo d'Intesa per la promozione dell’agricoltura di qualità lungo i Regi Lagni, in attuazione del Progetto “Doag, Regi Lagni, Giardino d’Europa”, firmato a San Tammaro, Real Sito di Carditello, il 15 gennaio 2010. |
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Lunedì 11 Gennaio 2010 11:07 |
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Non solo l’alveo principale, ma anche gli affluenti: si apre un altro fronte, nel complesso progetto di risanamento dell’area dei Regi Lagni. Regione, Arpac e Comuni si impegnano per il riassetto idraulico di quei canali che partono dal monte Somma e dalle alture del Nolano e conferiscono le proprie acque nell’«asta principale» del reticolo di alvei. A siglare il protocollo d’intesa, lo scorso 29 dicembre, sono stati l’assessorato regionale all’Agricoltura, il Consorzio generale di bonifica del Basso Volturno e alcuni Comuni del Nolano e del Vesuviano, tra cui Nola, Somma Vesuviana e Ottaviano.
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Venerdì 18 Dicembre 2009 11:00 |
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Il «grande progetto» di risanamento dei Regi Lagni si avvia verso la fase operativa, con l’approvazione, negli scorsi giorni, di una delibera di Giunta regionale che dà il via a un «programma stralcio» per la riqualificazione dei canali borbonici. In attesa che Regione, Comuni ed enti ambientali elaborino un più vasto piano d’azione, si mettono in cantiere gli «interventi prioritari» fissati da un protocollo d’intesa siglato a fine novembre.
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Martedì 15 Dicembre 2009 17:39 |
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Un «orto della biodiversità mediterranea» è in cantiere a Carditello, nella ex residenza borbonica che sorge nel comune di San Tammaro, in provincia di Caserta. Un protocollo di intesa, siglato da Regione Campania, Comune di San Tammaro, Università Federico II, Seconda università di Napoli e Consorzio di bonifica del Basso Volturno, spiana la strada al recupero e alla valorizzazione del complesso monumentale, che attualmente non è aperto al pubblico. Una tenuta, quella di Carditello, che la casa regnante pensò nel Settecento come «masseria di eccellenza» per l’agricoltura e l’allevamento.
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Lunedì 07 Dicembre 2009 16:45 |
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Eternit, materiale combusto, automobili abbandonate sulle sponde degli alvei, elettrodomestici, ferro, acciaio, carcasse di animali, pneumatici, indumenti. Sono tante le storie di degrado raccontate dalla mappa interattiva che Arpac rende disponibile on-line, con la ricognizione di scarichi e sversatoi nell’area dei Regi Lagni. Sono più di trecento le segnalazioni inviate dalle squadre di Arpac Multiservizi che hanno setacciato il terreno intorno ai canali borbonici. Si tratta di rifiuti urbani o speciali abbandonati sul terreno, oppure di scarichi che convogliano liquami all’interno degli alvei. Terminata la fase "in campo" tutti i dati vengono raccolti in un database e resi disponibili su internet, dove chiunque può consultarli grazie a un’interfaccia elaborata dai tecnici Arpac.
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Lunedì 07 Dicembre 2009 10:54 |
Un «grande parco europeo della biodiversità», una striscia verde di cinquantacinque chilometri da Nola a Castel Volturno, lungo il percorso principale dei Regi Lagni. È l'idea di Andreas Kipar per il futuro di questa fascia di territorio che corre tra le province di Napoli e Caserta. Più di venti i comuni che rientrano nel progetto, per un totale di quasi 150mila residenti. Risanare le acque che scorrono negli alvei, rinaturalizzarne le sponde, ricostruire una fascia boscata lungo gli argini dei canali, predisporre percorsi per pedoni e ciclisti, recuperare palazzi storici e parchi archeologici e collegarli con i canali attraverso sentieri verdi: questo, in sintesi, lo scenario tracciato dall'architetto-paesaggista tedesco.
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Venerdì 04 Dicembre 2009 14:42 |
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Una “forest gallery” lungo il corso principale dei Regi Lagni, con filari di nuovi alberi, piste ciclabili e aree di sosta lungo le sponde dei canali borbonici. È uno degli interventi previsti dal complesso progetto di riqualificazione dell’area degli alvei, per cui la Regione Campania ha varato linee di indirizzo nell’agosto scorso. Nello studio di prefattibilità per il “Corridoio ecologico dei Regi Lagni”, elaborato lo scorso anno da Arpac con il contributo di ministero dell’Economia e Regione, si prevede di piantare alberi lungo i cinquantasette chilometri dell’alveo principale. Rinverdire e rinaturalizzare questa stretta fascia di territorio non è una missione impossibile, anche perché parte di questa “striscia verde” cade in terreni di proprietà demaniale.
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