Capua, l’antico capoluogo campano Stampa E-mail
Lunedì 25 Gennaio 2010 16:07

A Santa Maria Capua Vetere è concentrata una preziosa varietà di testimonianze dell’antica Capua: la città che probabilmente ha dato il nome all’intera Campania. L’anfiteatro campano, situato presso l’odierna piazza I Ottobre 1860, fu realizzato tra la fine del I e gli inizi del II secolo dopo Cristo sui resti di un anfiteatro più antico, forse di età graccana (fine II secolo avanti Cristo). Sorge in posizione marginale rispetto al centro urbano dell'antica Capua (oggi Santa Maria Capua Vetere). All'epoca, secondo stime autorevoli, la "cavea" era in grado di accogliere più di 40mila spettatori. L'edificio ha una pianta a forma ellittica, il cui asse maggiore misura 167 metri, 137 metri l’asse minore. La "Apolloniana" o “perfetta” sono i nomi con cui viene designata la sua arena, che misura 72 x 46 metri quadri.

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A Volla le masserie dell'aristocrazia Stampa E-mail
Venerdì 22 Gennaio 2010 16:00

Il nome della città di Volla trae origine dal fatto che un’antica sorgente di acqua, quasi bollente, chiamata “Bullam” (Bolla) sgorgava in un luogo detto la “Casa della Volla”, dove l’acqua sorgiva si divideva in due corsi d’acqua, uno superficiale e l’atro sotterraneo. I principali siti di interesse storico sono rappresentati dalle masserie patrizie, testimonianza dei primi nuclei abitativi della città: Masseria Russo o Rossi (attuale Via Monteoliveto), Monteoliveto Grande (attuale Via Manzoni), Monteoliveto Piccolo (attuale Via De Carolis), Chiesetta in Via Roma (incrocio con Via Sambuco), Torretta (oggi Via Rossi), Cappella Curcio, Masseria Lufrano, presso la quale trascorreva le sue giornate di riposo il Sovrano Ferdinando di Borbone.

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Da Tokyo a Somma, cercando l'Imperatore Stampa E-mail
Lunedì 07 Dicembre 2009 17:09

sito archeologico a Somma Vesuviana (particolare) Per alcuni storici, è stata l'ultima dimora dell'imperatore Augusto, morto «nei pressi di Nola» secondo Tacito. Qualcuno l'ha definita la «nuova Villa dei misteri». I primi resti di questa sontuosa residenza furono rinvenuti negli anni Trenta del Novecento, in località Starza della Regina. Poi un lungo periodo di oblio: solamente nel 2002, grazie all'intervento dell'’Università di Tokyo, si è avviato un progetto di ricerca che prevede anche il restauro del monumento e delle superfici decorate. In questi anni, dalla Villa romana di Somma sono emersi colonnati, statue marmoree, un portale monumentale, absidi affrescate, cisterne per il vino (dolia), pavimenti in pietra e in mosaico.


Il sito non è ancora visitabile, se non nel corso delle iniziative organizzate dagli archeologi giapponesi, in genere alla fine di ogni estate. In vista di una futura apertura al pubblico, la Regione Campania ha assegnato contributi per la costruzione di una passerella panoramica. Nel Museo archeologico di Nola sono esposte le statue ritrovate nella villa romana: il Dioniso che regge un cucciolo di pantera, e la "peplofora".

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Quando a Pomigliano era di casa il barone Stampa E-mail
Lunedì 07 Dicembre 2009 17:04

palazzo baronale pomigliano Era la residenza del feudatario, quando Pomigliano era uno dei tanti centri agricoli del Napoletano, non ancora la città industriale che sarebbe diventata nel Novecento. Il Palazzo baronale o casotto Mocerino, situato nell'odierna piazza Municipio, fu edificato nei pressi della chiesa e del convento Carmelitano, probabilmente tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento. La caratteristica peculiare del fabbricato, alto tredici metri e a pianta trapezoidale, è la torre cilindrica che si erge sul lato destro del casotto. La torre, a pianta circolare con basamento rastremato, termina con un cornicione sorretto da mensole. Il palazzo è articolato in tre piani: il piano terreno adibito anticamente a scuderia, che attualmente ospita attività commerciali, poi il primo piano, organizzato in due appartamenti serviti dalla scala principale, infine il secondo piano, occupato da diverse terrazze.

(foto O. Tarantino - Progetto "Museo diffuso" della Provincia di Napoli)

 
D'Aquino, Carafa, Gonzaga: storia del Palazzo di Marigliano Stampa E-mail
Lunedì 07 Dicembre 2009 17:01

Palazzo ducale di MariglianoNon se ne conosce la data di costruzione, ma di sicuro esisteva già nel dodicesimo secolo, quando il feudo di Marigliano fu affidato al normanno Roberto de Medania, conte di Acerra. La proprietà del Palazzo ducale passò poi ai d'Aquino, a Giovanni Antonio del Balzo Orsini nel 1421 e ad Alberico Carafa nel 1479, poi a Ferrante Gonzaga, principe di Molfetta nel 1532, a Geronimo Montenegro nel 1574 e nel 1633 a don Giulio Mastrilli, che nel 1644 fu nominato duca di Marigliano. Il Castello rimase di proprietà dei Mastrilli fino al 1935, quando l'ultimo erede del duca lo vendette alle Suore di Carità, che ancora oggi lo occupano.

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Casamarciano, crocevia di popoli antichi Stampa E-mail
Lunedì 07 Dicembre 2009 16:23

Antiche popolazioni agli albori della storia, poi sanniti e romani: c'è traccia del passaggio di genti diverse, nei numerosi siti archeologici di Casamarciano. Nel territorio di questo comune, a pochi chilometri da Nola, sono presenti numerose testimonianze dell'antichità, che gli esperti considerano di rilevante interesse. Tra queste, i resti di una villa romana e gli affioramenti di materiali ceramici protostorici in località Oreale, sulla collina di San Fara, poi una necropoli di epoca sannitica (risalente al quarto o quinto secolo avanti Cristo) e i resti di un acquedotto di epoca romana in località Masseria Sardella.

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Mosaici e terme a Caivano Stampa E-mail
Lunedì 07 Dicembre 2009 16:20

I resti della Villa romana di Caivano, rinvenuti nel 1995 e ubicati in località Sant'Arcangelo, testimoniano che l’edificio fu abitato fino al quinto o sesto secolo dopo Cristo. Gli scavi effettuati dalla Soprintendenza di Napoli hanno portato alla luce locali termali privati, dotati di riscaldamento, entro i quali spicca un mosaico a pietre bianche e nere raffigurante un delfino, un bue e un cavallo mitologico. I lavori per la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità, che interessano il sito storico in due punti, hanno riportato alla luce anche i resti di un deposito oleario di epoca romana e varie tombe della stessa epoca, a conferma che tale area era abitata prima della caduta dell'Impero.

 
Il Castello di Afragola: intorno al forte, la città Stampa E-mail
Lunedì 07 Dicembre 2009 16:13

Non vi sono notizie certe sulla data di edificazione del Castello di Afragola, anche se per la maggior parte degli storici è databile intorno alla metà del Trecento. Le prime notizie risalgono al 1495: l’edificio a pianta quadrata, attualmente ubicato nell'omonima piazza, era descritto come una fortezza con torri angolari, circondato da fossato e dotato di giardini, fontane e ricchi appartamenti. Con il passare degli anni acquisì un carattere tipicamente residenziale.

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A Nola le vestigia dell’impero: l’anfiteatro Stampa E-mail
Giovedì 03 Dicembre 2009 16:19

Il marchio della classicità, nella città di Giordano Bruno. L’anfiteatro laterizio è ubicato in via De Sena nella parte nord occidentale di Nola, in un’area ai margini della città antica. Fu realizzato nella seconda metà del primo secolo avanti Cristo, ma le prime testimonianze sull’edifico risalgono all’inizio del 1500, quando furono ritrovati alcuni resti della struttura dell’antico anfiteatro. L’edificio, di forma ellittica, misura sull’asse maggiore circa 138 metri e sull’asse minore 108 metri.

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A Cimitile i primordi della cristianità Stampa E-mail
Giovedì 03 Dicembre 2009 16:17

Cimitile (Campania) chiesa paleocristiana Frutto di secoli di stratificazioni, il complesso delle basiliche paleocristiane di Cimitile è ubicato nel centro storico della cittadina, al corso Umberto I. Vi convivono elementi architettonici afferenti a epoche diverse, insieme ad affreschi raffiguranti scene sacre e pagane, a mosaici, a pulpiti e sarcofagi, a bassorilievi sopravvissuti fino ad oggi. Nelle diverse epoche, infatti, le basiliche di Cimitile hanno subìto le invasioni barbariche, le distruzioni provocate dalle alluvioni e dalle eruzioni del Vesuvio nel 1631 e 1718.

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